Circolo ARCI autogestito

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Comunicato stampa in relazione a quanto pubblicato dai giornali in data odierna

17/04/2009

Il consiglio direttivo del Circolo ARCI Brixton di Alassio, in riferimento agli articoli pubblicati sui quotidiani locali (La Stampa e Secolo XIX) comunica quanto segue:
Innanzitutto riteniamo assolutamente inaccettabile che il Sindaco di Alassio, Dott. Marco Melgrati, comunichi attraverso i media di aver cambiato la destinazione della 16° Festa popolare di Resistenza da noi organizzata, senza prima aver dato comunicazione scritta al Brixton stesso, nonostante sia passato quasi un mese dalla presentazione della domanda in comune (e della quale siamo ancora in attesa).
Vogliamo inoltre ricordare a tutti, che la manifestazione incriminata non è un concerto, ma la celebrazione del 25 Aprile organizzata da un associazione di volontari per commemorare una festività nazionale di fondamentale importanza, perchè ha dato i natali alla democrazia ed alla nostra costituzione. Il concerto altro non è che un corredo a tale evento, che si svolge ormai da anni e senza aver mai causato problemi di nessun tipo. Oltretutto, come il sindaco sa bene, la manifestazione si svolge durante il pomeriggio e termina intorno alle 19. Saremmo curiosi di sapere quanti turisti vengono ad Alassio in quel week end per passare il pomeriggio chiusi a dormire tra le 15 e le 19. Saremmo inoltri curiosi di sapere a cosa si riferiva il Sindaco nell'intervista pubblicata sul Secolo XIX in data 10 aprile, nella quale sosteneva che il casino è necessario per rilanciare il turismo.
Tale manifestazione, sostenuta anche da ARCI provinciale e CGIL, si pone senza dubbio come la più importante in provincia, vista proprio la qualità della scelta artistica effettuata. Inoltre è offerta gratuitamente a tutta la cittadinanza, a tutti i passanti e turisti vogliano partecipare. Tutti i costi organizzativi sono sostenuti dal Brixton stesso, senza pesare in alcun modo nelle casse del comune (e di conseguenza nelle tasche dei contribuenti).
Ci viene detto che non è una scelta politica, ma saremmo curiosi di sapere come mai sia stata fatta questa scelta, proprio in occasione della nostra richiesta. Sembra strano che si tratti di una coincidenza, vista soprattutto la struttura della piazza, appena ristrutturata con tanto di palco.
Infine, in relazione all'affermazione in cui Melgrati afferma che Piazza Partigiani è di tutti e non del Brixton, rispondiamo che Piazza Partigiani è di tutti, non di Melgrati.
Il consiglio Direttivo

Gaza: raccolta fondi per i profughi

29/01/2009

Il consiglio direttivo comunica di aver intrapreso una raccolta fondi a favore dei profughi palestinesi della guerra di Gaza. Ogni sera è possibile partecipare alla raccolta fondi versando nella cassetta al bar quanto nelle vostre disponibilità. La raccolta nei primi giorni ha riscosso un successo enorme, speriamo si possa continuare a questi ritmi. Per tale iniziativa abbiamo coinvolto istituzioni, scuole, associazioni varie e stiamo cercando di coinvolgere, udite udite, anche il nostro Sindaco. Di seguito la lettera che gli è stata inviata:

Gaza – Orrori nazionalisti

8/01/2009


Ripercorriamo brevemente alcune tappe del macabro gioco che si svolge in medio-oriente.
Prima Israele “finanzia” sottobanco Hamas al tempo della 1^ Intifada per spaccare il fronte palestinese ed indebolire Fatah nel suo ruolo di rappresentanza “ufficiale” della nazione palestinese, poi, quando Hamas, grazie ad un consenso popolare costruito proprio in contrapposizione alla corrotta Fatah, vince le elezioni del 2006 nella Striscia, ecco Israele (ed il codazzo di suoi partner, USA in primis) denunciare la natura terroristica di Hamas ed imporre a Gaza un embargo criminale. Infine, cogliendo l'occasione fornita dalla rottura della tregua da parte della formazione integralista, Israele sferra l'attacco decisivo. Prima con i raid aerei e poi con l'invasione di terra, la Striscia di Gaza, già dilaniata e prossima al collasso, viene investita da una spaventosa potenza di fuoco.
Un caso esemplare di guerra moderna: una parte, quella israeliana,  infinitamente più forte dal punto di vista militare, che chiamando in causa il proprio diritto a difendersi dal terrorismo attacca e distrugge l'altra, già stremata dall'embargo, causando soprattutto vittime civili ed annientando quel poco di infrastrutture che a stento garantiscono la sopravvivenza a Gaza.
A vedere quanto accade, risulta quasi scontata una forte presa di posizione contro una politica talmente criminale. Ed infatti il Brixton vuole innanzitutto denunciare l'orrore israeliano, che è l'orrore di uno stato nazionalista, razzista, militarista, ricordando però che nel gioco di semplificazioni che si innesca nel parlare di una questione tanto complessa, in troppi si riducono a seguire l'infelice logica secondo cui “il nemico del mio nemico è mio amico” e si ritrovano ad appoggiare posizioni francamente insostenibili, abdicando così ad un'analisi oggettiva e non viziata  da  interessi politici o ideologici.
Occorre quindi denunciare altrettanto fermamente le gravi corresponsabilità, non solo morali, delle leadership sia di Hamas che di Fatah, oltre che dei paesi arabi, nelle sofferenze del popolo palestinese.
Ricordiamo che queste élite politiche hanno sfruttato la condizione di oppressione dei loro “rappresentati” in funzione delle loro mire egemoniche, costruendovi sopra le proprie fortune, non solo politiche.
Ricordiamo che questi supposti paladini della libertà del popolo palestinese sono soggetti estremamente nazionalisti che propugnano un modello di società profondamente reazionario.
Ricordiamo che col nemico israeliano, da cui si differenziano in sostanza per il rapporto di forza, condividono quell'esasperata istigazione all'odio che è il più grande ostacolo alla soluzione del conflitto. Infine ricordiamo che non si può appoggiare chi, come strumento di lotta, sceglie la cieca violenza dei kamikaze contro civili innocenti.
No, il Brixton non vuole certo appoggiare il nazionalismo, la violenza indiscriminata, il fanatismo e tutto ciò che è causa di sofferenze per le persone, di qualsiasi etnia, religione o sesso esse siano.
Il Brixton è dalla parte degli oppressi e contro gli oppressori, qualunque bandiera essi sventolino.

Circolo ARCI Brixton

Comunicato ai soci
01/01/2009

Anche nel 2008 il brixton è sopravvissuto a tutto ed a tutti.

Gli sforzi che in questi anni sono stati fatti iniziano a pagare. La programmazione musicale ha raggiunto dei livelli qualitativi eccelsi, soprattutto se confrontata con le nostre possibilità economiche. Riceviamo giornalmente decine di richieste da tutta Italia per suonare e, con grande piacere, siamo stati definiti da molti musicisti e molti "spettatori" secondi solo al mitico "Milk" di Genova (ovviamente parlando della liguria e del rock alternativo).
Stiamo crescendo, questo è il dato di fatto.
Stiamo crescendo come associazione, come Rockteca, come punto di aggregazione, luogo di cultura e politica.
I gruppi che al brixton han suonato le prime note anni fa, adesso hanno iniziato ad incidere dischi, a fare tour internazionali ad essere ormai una vera e propria realtà del panorama alternativo, mi riferisco ovviamente ai "Gosh" ed ai "Carcharodon", ma anche a tutti gli altri gruppi "Made in brixton" come gli "Slivers", gli "Avvocati del Diavolo" (mi perdonino quelli non menzionati).
Siamo anche riusciti a pubblicare la prima compilation "Resistenza elettrica"

Possiamo dire di aver gettato davvero le basi per un discreto futuro. Secondo gli studi del progetto YEPP siamo l'unica realtà Ponentina a rispecchiare le aspettative dei giovani e ci poniamo (passateci la presunzione) come unica vera alternativa di pensiero presente sul territorio.

Nel 2008 abbiamo investito gli utili del bar gestito a Balla coi Cinghiali per insonorizzare il locale al meglio, lavoro reso possibile grazie soprattutto al sacrificio di Nikki, Zuni e il ghisa, che han passato settimane intere chiusi li dentro a lavorare (ovviamente a gratis) e per regalarci qualche concerto leggermente fuori portata, come i Raza De Odio, i Masked Marverls, Gli Stella diana e i chromotraffic.

Nonostante le molte discussioni tra di noi, i sacrifici fatti, le nottate spese a preparare comunicati, decidere la programmazione, fare le pulizie, discutere con gli albergatori e con chi ci vuole male,  la voglia non è ancora passata.

Con il cuore, grazie a tutti.

Circolo ARCI Brixton
Alassio